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	<title>Blog Impresa Edile Baraldo &#187; restauro</title>
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	<description>Un nuovo modo di costruire</description>
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		<title>Differenza fra restauro conservativo e ristrutturazione edilizia</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Apr 2017 13:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Impresa Edile Baraldo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[RESTAURO]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Anche se apparentemente i due termini possono assomigliarsi, in realtà il restauro conservativo è ben diverso dalla ristrutturazione edilizia. Per questo oggi vogliamo parlarvi delle differenze fra queste due tecniche. Di base ciò che fa differire i due termini è la volontà di conservare dal punto di vista formale e funzionare l&#8217;immobile e questo è [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2017/04/restauro-conservativo.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2987" src="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2017/04/restauro-conservativo-768x1024.jpg" alt="restauro conservativo" width="768" height="1024" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Anche se apparentemente i due termini possono assomigliarsi, in realtà il restauro conservativo è ben diverso dalla ristrutturazione edilizia. Per questo oggi vogliamo parlarvi delle differenze fra queste due tecniche.</p>
<p style="text-align: justify;">Di base ciò che fa differire i due termini è la volontà di conservare dal punto di vista formale e funzionare l&#8217;immobile e questo è anche il principio espresso nella sentenza del Consiglio di Stato n. 3505 del 14/07/2015. In quel caso il Consiglio ha dichiarato che il restauro e il risanamento conservativo, è un’attività rivolta</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“ … a conservare l&#8217;organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali (di esso) …,</p>
</blockquote>
<h2 style="text-align: justify;">La  ristrutturazione edilizia si configura nel rinnovo degli elementi costitutivi dell&#8217;immobile e anche nella possibile alterazione della fisionomia originaria.</h2>
<p style="text-align: justify;">Non vi è quindi manutenzione straordinaria e nemmeno risanamento, tecniche che presuppongono che lo stabile rimanga immutato, almeno nelle componenti strutturali e nella distribuzione interna della sua superficie.</p>
<p style="text-align: justify;">Se guardiamo alla definizione, il restauro viene definito come un insieme sistematico di opere che vanno a rispettare gli elementi fondamentali dell&#8217;immobile e ne assicurano una destinazione d&#8217;uso compatibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine dei conti, la differenza fra il restauro conservativo e la ristrutturazione edilizia sta quindi nella conservazione formale e funzionale dello stabile. Il restauro la rispetta mentre la ristrutturazione può variarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa definizione può apparire scontata per molti, ma in realtà è ampia la confusione in merito. Si propongono anche e soprattutto diverse le tecniche da applicare, la progettazione richiesta e l&#8217;uso dei materiali, quindi si tratta di una differenza che ha dei notevoli riflessi pratici.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi desidera rivalutare il proprio immobile può quindi chiedere quale sia la strada giusta da percorrere, dal punto di vista strutturale, estetico e strettamente economico.</p>
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		<title>Restauro Conservativo esempi di interventi possibili</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2016 10:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Impresa Edile Baraldo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[RESTAURO]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>
		<category><![CDATA[restauro conservativo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il restauro conservativo è regolato dall&#8217;art. 3, comma 1, lettera c) del Testo Unico dell&#8217;Edilizia . Scopo del restauro conservativo è di &#8230;conservare l&#8217;organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell&#8217;organismo stesso, ne consentano destinazioni d&#8217;uso con essi compatibili. Tali interventi [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2016/09/restauro-conservativo.jpg"><img class=" wp-image-2888 size-large aligncenter" src="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2016/09/restauro-conservativo-1024x764.jpg" alt="restauro conservativo" width="900" height="671" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il restauro conservativo è regolato dall&#8217;<strong>art. 3, comma 1, lettera c) del Testo Unico dell&#8217;Edilizia</strong> . Scopo del restauro conservativo è di</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8230;conservare l&#8217;organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell&#8217;organismo stesso, ne consentano destinazioni d&#8217;uso con essi compatibili.<br />
Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell&#8217;edificio, l&#8217;inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell&#8217;uso, l&#8217;eliminazione degli elementi estranei all&#8217;organismo edilizio.</em></p>
</blockquote>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Restauro </strong><strong>conservativo</strong><strong> esempi di interventi</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Quali interventi possono essere effettuati con il restauro conservativo? Vediamo alcuni esempi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>restauro conservativo</strong> può operare sul <strong>cambio</strong> della <strong>destinazione d&#8217;uso</strong> a patto che sia consentito dalla disciplina urbanistica in corso e non vada in contrasto con le caratteristiche proprie dell&#8217;edifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il restauro conservativo permette di <strong>realizzare</strong> un <strong>bagno</strong> in un edifico antico che ne è sprovvisto al fine dei renderlo agibile e può operare sul ripristino o sulla sostituzione delle finiture interne ed sterne ad esso. I materiali possono essere differenti da quelli originari, ma devono in ogni caso presentare delle caratteristiche di congruenza alle caratteristiche dello stabile con attenzione agli elementi di pregio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il restauro conservativo interessa quindi le <strong>modifiche alla planimetria</strong> purché non si verifichino alterazioni dell&#8217;assetto complessivo o di parti ad esso comuni e guarda all&#8217;eliminazione delle superfetazioni e alla realizzazione e all&#8217;<strong>integrazione degli impianti tecnologici e di servizio igienico sanitario.</strong></p>
<h3 style="text-align: justify;">Cosa serve per il restauro conservativo</h3>
<p style="text-align: justify;">Il restauro conservativo richiede la <strong><a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/cose-la-dia-e-in-che-casi-va-richiesta/" target="_blank">DIA</a></strong> o il <a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/cose-il-permesso-di-costruire-e-quando-va-richiesto/" target="_blank"><strong>Permesso</strong> di <strong>Costruire</strong></a> e nel caso in cui lo stabile sia soggetto a <strong>vincoli</strong> di natura architettonica bisogna fare richiesta dei nulla osta alla soprintendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le richieste interessano infine la <strong>notifica preliminare all&#8217;ASL</strong> se operano due aziende in cantiere e la  <strong>denuncia di variazione </strong><strong>catastale</strong><strong> se avvengono </strong><strong>modifiche</strong><strong> che interessano la consistenza degli edifici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.impresabaraldo.it%2FBlog%2Frestauro-conservativo-esempi-di-interventi-possibili%2F&amp;linkname=Restauro%20Conservativo%20esempi%20di%20interventi%20possibili" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.impresabaraldo.it%2FBlog%2Frestauro-conservativo-esempi-di-interventi-possibili%2F&amp;title=Restauro%20Conservativo%20esempi%20di%20interventi%20possibili" id="wpa2a_4"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/restauro-conservativo-esempi-di-interventi-possibili/">Restauro Conservativo esempi di interventi possibili</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.impresabaraldo.it/Blog">Blog Impresa Edile Baraldo</a>.</p>
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		<title>Cocciopesto la bellezza dei materiali semplici</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 14:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Impresa Edile Baraldo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il cocciopesto è un materiale che sta scoprendo una nuova vita e che si propone sempre più richiesto nelle ristrutturazione abitative, ma anche nelle nuove costruzioni. Si tratta di un materiale antico, già impiegato dai romani nelle loro costruzioni. Cocciopesto: di cosa si tratta Il cocciopesto è costituito da una base di calce alla quale [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2838" style="width: 692px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2016/06/intonaco-di-cocciopesto.jpg"><img class="size-large wp-image-2838" src="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2016/06/intonaco-di-cocciopesto-682x1024.jpg" alt="cocciopesto" width="682" height="1024" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;intonaco di cocciopesto.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il <b>cocciopesto</b> è un materiale che sta scoprendo una nuova vita e che si propone sempre più <b>richiesto</b> nelle <b>ristrutturazione</b> <b>abitative</b>, ma anche nelle <b>nuove</b> <b>costruzioni</b>. Si tratta di un <b>materiale</b> <b>antico</b>, già impiegato dai <b>romani</b> nelle loro costruzioni.</p>
<h1 style="text-align: justify;">Cocciopesto: di cosa si tratta</h1>
<p style="text-align: justify;">Il <b>cocciopesto</b> è costituito da una <b>base</b> <b>di calce alla quale viene aggiunta la polvere di latterizio</b>. Il risultato è un <b>intonaco positivo dal punto di vista idraulico</b> perché <b>resistente</b> <b>all&#8217;umidità</b>. Probabilmente questo materiale edile fu scoperto dai fenici, ma i romani lo impiegarono moltissimo nelle loro costruzioni, sia nella realizzazione delle case che nelle costruzioni civili come i ponti, gli acquedotti, le cisterne e le pareti, in quanto si tratta di un <b>materiale particolarmente adatto ai muri umidi.</b></p>
<h2 style="text-align: justify;">Le caratteristiche del cocciopesto</h2>
<p style="text-align: justify;">Il <b>cocciopesto</b> vanta tante buone <b>caratteristiche</b>, in particolare:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">è facile da realizzare;</li>
<li style="text-align: justify;">è rapido da posare;</li>
<li style="text-align: justify;">dura molto nel tempo;</li>
<li style="text-align: justify;">ha ottime capacità igroscopiche ed è traspirante;</li>
<li style="text-align: justify;">è molto piacevole dal punto di vista estetico.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">A seconda dei mattoni che vengono frantumati al suo interno, il materiale può assumere una <b>colorazione gialla</b> oppure <b>rossa</b>, quindi si tratta di un <b>intonaco già colorato e che non richiede una pittura successiva</b>. Questo aspetto le rende più economico e veloce rispetto all&#8217;intonaco tradizionale.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il cocciopesto contro l&#8217;umidità di risalita</h3>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo spesso affrontato il<a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/cose-lumidita-di-risalita/" target="_blank"> problema <b>dell&#8217;umidità</b> di <b>risalita</b></a>, che si crea nelle case antiche e spesso nelle abitazioni al piano terra. Il <b>cocciopesto</b> si propone come un materiale intelligente se la <b>casa è priva di fondazione</b>, se <b>manca di</b><b> un’adeguata impermeabilizzazione</b> del basamento dell’edificio o se si tratta di una <b>porzione di abitato parzialmente interrata.</b></p>
<h4 style="text-align: justify;">Il cocciopesto ai giorni nostri</h4>
<p style="text-align: justify;">Anche se la composizione del cocciopesto è semplice, <b>l&#8217;edilizia moderna fatica a reperire i giusti materiali</b> in quanto è &#8216;abituata&#8217; a lavorare con i pre-miscelati. Ciò non toglie che chi desidera costruire o restaurare casa con materiali ricercati possa affidarsi a questa soluzione,che può essere impiegata sia per ambienti interni che esterni.</p>
<div id="attachment_2837" style="width: 797px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2016/06/vasca-in-cocciopesto.jpg"><img class="size-full wp-image-2837" src="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2016/06/vasca-in-cocciopesto.jpg" alt="Vasca da bagno in cocciopesto" width="787" height="559" /></a><p class="wp-caption-text">Esempio di vasca in cocciopesto, fonte http://lineasemplice.blogspot.it/2011/10/vasca-cocciopesto.html</p></div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.impresabaraldo.it%2FBlog%2Fcocciopesto-la-bellezza-dei-materiali-semplici%2F&amp;linkname=Cocciopesto%20la%20bellezza%20dei%20materiali%20semplici" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.impresabaraldo.it%2FBlog%2Fcocciopesto-la-bellezza-dei-materiali-semplici%2F&amp;title=Cocciopesto%20la%20bellezza%20dei%20materiali%20semplici" id="wpa2a_6"></a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/cocciopesto-la-bellezza-dei-materiali-semplici/">Cocciopesto la bellezza dei materiali semplici</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.impresabaraldo.it/Blog">Blog Impresa Edile Baraldo</a>.</p>
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		<title>Restauro Thiene 5 aspetti da considerare</title>
		<link>http://www.impresabaraldo.it/Blog/restauro-thiene-5-aspetti-da-considerare/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 10:47:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Impresa Edile Baraldo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Chi sceglie di restaurare deve considerare tanti aspetti. Il restauro non è solo un&#8217;opera di rivalutazione pratica, ma un servizio che viene reso al tessuto urbano e alla stessa collettività. Si tratta di una scelta importante, che acquista un valore speciale quando il restauro ha un valore conservativo e legato alla storia di un certo [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2793" style="width: 910px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2016/03/restauro-thiene.jpg"><img class="wp-image-2793 size-large" src="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2016/03/restauro-thiene-1024x640.jpg" alt="restauro Thiene" width="900" height="563" /></a><p class="wp-caption-text">Il restauro Thiene chiede di essere considerato con attenzione sotto molti aspetti.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Chi sceglie di restaurare deve considerare tanti aspetti. Il restauro non è solo un&#8217;opera di rivalutazione pratica, ma un servizio che viene reso al tessuto urbano e alla stessa collettività. Si tratta di una scelta importante, che acquista un valore speciale quando il restauro ha un valore conservativo e legato alla storia di un certo luogo. Nel <strong>restauro, Thiene</strong> e i paesi limitrofi si propongono come luoghi cruciali, perché molte sono le condizioni da considerare e gli aspetti urbanistici e storici che meritano attenzione. <strong>Vediamo 5 aspetti da considerare per chi sceglie di iniziare un restauro a Thiene.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1- <strong>Considerare la zona di riferimento</strong>: un restauro può essere conservativo o meno, ma la valutazione complessiva deve tenere conto del tessuto urbano di riferimento. In parole semplici, bisogna guardarsi attorno per dare vita a progetti armoniosi con l&#8217;ambiente e con il contesto che circonda l&#8217;immobile;</p>
<p style="text-align: justify;">2- <strong>Parlare con gli uffici di riferimento</strong>: non si tratta solo di parlare e con gli uffici tecnici, ma anche di dialogare con le autorità, soprattutto se lo stabile presenta delle particolarità o una speciale valenza storica;</p>
<p style="text-align: justify;">3- <strong>Valutare la bioedilizia</strong>: il restauro Thiene vanta una tradizione notevole e interessante, basti pensare ai progetti legati alla meravigliosa <a href="http://www.villafabris.eu/it/" target="_blank">Villa Fabris</a>. La bioedilizia può essere valutata come una strada da percorrere, perché si tratta di soluzioni che possono rendere la ristrutturazione amica dell&#8217;ambiente e al servizio degli abitanti;</p>
<p style="text-align: justify;">4- <strong>Studiare l&#8217;architettura del passato:</strong> non serve essere ingegneri o architetti per costruirsi una valida cultura sull&#8217;architettura del territorio. Basta un giro in bibliotecario, per capire quali sono gli elementi antichi che possono essere resi moderni e introdotti per dare vita ad un lavoro ben fatto, ma soprattutto legato al territorio sotto ogni aspetto;</p>
<p style="text-align: justify;">5- <strong>Scegliere l&#8217;impresa giusta</strong>: chi lavora nel restauro conosce le regole e le difficoltà, ma anche le infinite possibilità che questa arte sa riservare. Il restauro Thiene merita di essere portato avanti da aziende specializzate, come l&#8217;Impresa Edile Baraldo, forte nel resaturo e di un&#8217;esperienza maturata in anni di attività.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Permessi per costruire: le differenze a norma di legge</title>
		<link>http://www.impresabaraldo.it/Blog/permessi-per-costruire-le-differenze-a-norma-di-legge/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 16:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Impresa Edile Baraldo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[IDEE E ISPIRAZIONI]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Sentiamo spesso parlare di Scia, Dia e di acronimi incomprensibili che riguardano i permessi per costruire o ampliare gli edifici. Come è possibile orientarsi in questo universo così tecnico? La legge italiana ha diviso i permessi in base a particolari requisiti, alle caratteristiche dei lavori, ovvero alla portata e anche ad altri fattori che analizzeremo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/permessi-per-costruire-le-differenze-a-norma-di-legge/">Permessi per costruire: le differenze a norma di legge</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.impresabaraldo.it/Blog">Blog Impresa Edile Baraldo</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2665" style="width: 522px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2015/09/permessi-per-costruire.jpg"><img class="size-full wp-image-2665" src="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2015/09/permessi-per-costruire.jpg" alt="permessi per costruire" width="512" height="320" /></a><p class="wp-caption-text">Quali sono i permessi per costruire e in base a che regole devono essere richiesti?</p></div>
<p style="text-align: justify;">Sentiamo spesso parlare di <strong>Scia, Dia e di acronimi incomprensibili</strong> che riguardano i <strong>permessi per costruire</strong> o ampliare gli edifici. Come è possibile orientarsi in questo universo così tecnico? La legge italiana ha diviso i permessi in base a particolari requisiti, alle caratteristiche dei lavori, ovvero alla portata e anche ad altri fattori che analizzeremo assieme. Vediamo quindi quali sono i permessi per costruire e quali sono le loro caratteristiche principali.</p>
<p style="text-align: justify;">Permessi per costruire: i diversi interventi</p>
<p style="text-align: justify;">Gli interventi che vengono attuati negli edifici sono regolati dal Testo Unico dell&#8217;Edilizia, (d.p.r. 380/2001 all&#8217;articolo 3 che si chiama Definizione degli interventi Edilizi, comma 1. Questi interventi si dividono in:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>interventi ordinari</strong>: ovvero gli interventi che interessano le opere di riparazione, la sostituzione il rinnovamento delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare oppure a mantenere in efficienza gli impianti tecnologici che già esistono.</li>
<li><strong>interventi di manutenzione straordinaria</strong>: ovvero le opere e le modifiche che si propongono necessarie per rinnovare o sostituire delle parti, anche strutturali, degli edifici. Queste opere si intendono necessarie per realizzare e integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici ma non devono alterare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliare e non devono apportare modifiche alla destinazione d&#8217;uso dell&#8217;immobile stesso.</li>
<li><strong>interventi di restauro e di risanamento conservativo</strong>: ovvero gli interventi edilizi che sono rivolti a conservare l&#8217;organismo edilizio e quindi ad assicurarne l&#8217;integrità e la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere. Nel rispetto degli elementi formali, strutturali e tipologici dell&#8217;organismo, i lavori devono consentire una destinazione d&#8217;uso compatibile. Questi interventi interessano il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell&#8217;edificio, l&#8217;inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti e l&#8217;eliminazione degli elementi estranei all&#8217;organismo edilizio.</li>
<li><strong>interventi di ristrutturazione edilizia</strong>: ovvero gli interventi che sono rivolti a trasformare gli organismi edilizi attraverso un insieme sistematico di opere che possono portare alla creazione di un organismo edilizio in parte o in tutto diverso dall&#8217;originario. Questi interventi interessano il ripristino e la sostituzione di elementi costitutivi dell&#8217;edificio, l&#8217;eliminazione e anche la modifica di nuovi inserimenti e e impianti. Appartengono a questa sezione anche gli interventi di demolizione e di ricostruzione degli edifici con la stessa volumetria, fatta salve le procedure da attuare per garantire la normativa antisismica e quelli rivolti al ripristino di edifici o di sezioni di essi in parte crollati o demoliti.</li>
<li><strong>interventi di nuova costruzione</strong>: ovvero gli interventi che interessano la trasformazione edilizia e urbanistica del territorio dove le opere non rientrano in quelle esposte precedentemente.</li>
<li><strong>interventi di ristrutturazione urbanistica</strong>: ovvero gli interventi  rivolti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, i quali interessano un insieme sistematico di interventi di natura edile che comprendono la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e anche della rete stradale.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;">Permessi per costruire: le diverse tipologie</h2>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; importante conoscere queste definizioni, <strong>perché nel momento in cui si sceglie di intraprendere un lavoro edile è necessario richiedere un certo tipo di richiesta o si comunicazione. Si tratta dei permessi per costruire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per i <strong>lavori di manutenzione ordinaria serve la Comunicazione di Inizio Lavori, chiamata C.I.L</strong> che deve essere preparata su apposita modulistica fornita dal comune dove si trova l&#8217;immobile.</p>
<p style="text-align: justify;"> Per i <strong>lavori di manutenzione straordinaria, serve la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, la C.I.L.A.</strong> a patto che i lavori non prevedano interventi sulle strutture, modifiche che interessano il numero di unità immobiliari o modifiche alla destinazione di uso.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la C.I.L.A. non è necessaria si deve presentare la <strong>Segnalazione Certificata di Inizio Attività, la S.C.I.A.,</strong> che viene richiesta per lavori di ristrutturazione edilizia, di risanamento conservativo e di restauro.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni comuni prevedono l&#8217;introduzione della<strong> Denuncia di Inizio di Attività, la D.I.A</strong>. per interventi come il cambio di destinazione d&#8217;uso, la demolizione e conseguente ricostruzione ed essa può essere richiesta anche per interventi che interessano l&#8217;ampliamento o la soprelevazione, ovvero le nuove costruzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove costruzioni devono infine essere attuate con il <strong>Permesso di Costruire</strong>. Si tratta di un universo molto tecnico, quindi sta alla competenza del tecnico di fiducia riuscire a comprendere quali sono i documenti che servono per dare inizio ai lavoro e comprendere quali sono i costi e i tempi che seguono i diversi <strong>permessi per costruire</strong> che vigono nel nostro paese.</p>
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		<title>I vantaggi e gli svantaggi del cambio di destinazione d&#8217;uso degli immobili</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2015 13:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Impresa Edile Baraldo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[IDEE E ISPIRAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[destinazione d'uso]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Cambio di destinazione d&#8217;uso degli immobili: l&#8217;esempio di via Tortona a Milano Molti immobili, soprattutto antichi, possono avere una destinazione d&#8217;uso diversa da quella destinata all&#8217;abitazione. Accade con le vecchie fabbriche, le vecchie officine meccaniche e anche con molti ristoranti dismessi che al giorno d&#8217;oggi vengono convertiti in ambienti destinati all&#8217;abitazione oppure ad ibridi che [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2643" style="width: 755px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2015/08/cambio-destinazione-d-uso_NG1.jpg"><img class="size-full wp-image-2643" src="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2015/08/cambio-destinazione-d-uso_NG1.jpg" alt="Cambio di destinazione d'uso degli immobili" width="745" height="496" /></a><p class="wp-caption-text">Cambio di destinazione d&#8217;uso degli immobili: possono essere progettate delle vere e proprie meraviglie!</p></div>
<h2 style="text-align: justify;">Cambio di destinazione d&#8217;uso degli immobili: l&#8217;esempio di via Tortona a Milano</h2>
<p style="text-align: justify;">Molti immobili, soprattutto antichi, possono avere una destinazione d&#8217;uso diversa da quella destinata all&#8217;abitazione. Accade con le vecchie fabbriche, le vecchie officine meccaniche e anche con molti ristoranti dismessi che al giorno d&#8217;oggi vengono convertiti in ambienti destinati all&#8217;abitazione oppure ad ibridi che accolgono lo spazio abitativo e professionale. Un grande esempio di questa riqualificazione è via Tortona a Milano, uno spazio che fino ad alcuni tempi fa era prettamente industriale, e che è stato abbandonato per poi venire riqualificato in modo assolutamente geniale da tanti architettati, che l&#8217;hanno convertito in una fucina di spazi belli e ampiamente vivivili. In queste aree, i vecchi magazzini polverosi si sono trasformati in lussuosi loft, che associano allo spazio delle abitazioni delle porzioni di verde impensabili da trovare in una metropoli come Milano. Ma non basta andare tanto lontano per incontrare esempi come questi, perché anche a Vicenza e in provincia esistono tanti immobili destinati all&#8217;industria e che ora sono stati adibiti ad abitazioni. E&#8217; il caso di vecchie fabbriche e di latterie, edifici scenografici e che hanno i &#8216;muri buoni&#8217;, dotati di ampie vetrate che permettono di godere di una luminosità fuori dal comune.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ingegno degli architetti e la voglia di sperimentare dei committenti ha quindi dato vita ad un processo di riqualificazione molto sentito, che al giorno d&#8217;oggi si propone sempre più in voga in quanto permette di acquistare edifici a costo molto bassi e di rivalutarli impiegando tecniche diverse, migliorandoli dal punto di vista ambientale e facendo un grande favore alla collettività, che nella maggior parte di casi vede un edificio fatiscente convertirsi in una bella dimora. Un problema che accompagna la ristrutturazione di questi edifici è interessa però il <b>cambio di destinazione d&#8217;uso degli immobili</b>. In altri termini, un edificio può nascere con intento residenziale, oppure con intento commerciale e/o industriale e per cambiare la destinazione d&#8217;uso servono delle pratiche e lo svolgimento di un iter burocratico, che, alcune volte, può proporsi un po&#8217; problematico. Analizziamo questo aspetto e vediamo quali sono i benefici e i possibili problemi che gli utenti potrebbero incontrare lungo il loro percorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Poniamo il caso che una persona disponga di un magazzino che desidera trasformare in locale abitativo, perché ampio, dotato di spazi verdi e papabile per essere convertito in un bel loft tutto da gustare. In questo caso il cambio di destinazione d&#8217;uso degli immobili va da commerciale a residenziale. Va premesso che ogni comune ha una sua legislazione sull&#8217;argomento, quindi è buona prassi farsi aiutare da un tecnico preciso, che si in grado di ricercare tutte le norme relative al caso e di proporle con chiarezza l cliente.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Cambio di destinazione d&#8217;uso degli immobili: da commerciale a residenziale</h3>
<p style="text-align: justify;">Se il locale desidera essere variato da C2 ad un A2, ovvero ad un&#8217;abitazione di tipo civile, oppure ad un A10, un ufficio o studio privato, si mette in atto una variazione che richiede lo svolgimento di importanti opere interne, quali la costruzione di servizi igienici, la realizzazione e la successiva messa in norma degli impianti e la doverosa verifica delle superfici aeroilluminate, ovvero la sufficiente presenza di porte e di finestre nella superficie abitativa complessiva. Il tutto deve essere eseguito secondo la normativa locale, ma questa opera di ristrutturazione comporterà sicuramente un aumento del carico urbanistico e quindi il pagamento di oneri, che deve essere conteggiato da un professionista abilitato come un geometra, un architettato o un ingegnere. Tutti questi calcoli servono innanzitutto per rendere l&#8217;edificio salubre e abitabile, ma anche per ottenere il certificato di agibilità. La variazione del coefficiente per il calcolo dell&#8217;Imu va inoltre a variare, a seconda che si tratto di un A10 oppure di un semplice edificio residenziale.</p>
<div id="attachment_2644" style="width: 642px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2015/08/cambio-destinazione-uso.jpg"><img class="size-full wp-image-2644" src="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2015/08/cambio-destinazione-uso.jpg" alt="cambio di destinazione d'uso degli immobili " width="632" height="410" /></a><p class="wp-caption-text">Il cambio di destinazione d&#8217;uso degli immobili sembra essere la moda del momento, scopriamo quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa scelta.</p></div>
<h3 style="text-align: justify;">Cambio di destinazione d&#8217;uso degli immobili: da magazzino a negozio</h3>
<p style="text-align: justify;"><a name="more"></a>Un altro caso di <strong>cambio di destinazione d&#8217;uso degli immobili</strong> interessa il passaggio da magazzino a locale commerciale, ovvero nella trasformazione di uno spazio dismesso ad un negozio con annessa magari abitazione. Anche in questo caso tutto dipende dalla normativa proposta dai comuni, quindi è indispensabile potere disporre di un bravo professionista che sappia procurarsi e interpretare le leggi in vigore nel paese dove si trova l&#8217;immobile. In questo caso si tratta di un passaggio ad una categoria C1, ovvero ad una commerciale e quindi il cambio di destinazione interessa il pagamento di oneri perché varia il carico urbanistico, anche se molto spesso può avvenire una cambio di coefficiente dell&#8217;imu che potrebbe abbassarsi. Tutto dipende, quindi, dalle scelte che sono in vigore nel comune dove è dislocato l&#8217;immobile.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Cambio di destinazione d&#8217;uso degli immobili: che tempi aspettarsi</h3>
<p style="text-align: justify;">Molto dipende dalla celerità degli uffici in quanto, in alcuni casi, la richiesta di <strong>cambio di destinazione d&#8217;uso degli immobili</strong> può avvenire in seguito ad una decisione del consiglio comunale. Può capitare nei casi di edifici particolari, posizionati in certe zone strategiche della città. Se pensiamo a questo aspetto non possiamo che ritenere che serva il giusto tempo per comprendere quali sono le modalità di cambiamento. In linea di massima il passaggio tra locale commerciale o magazzino ed edificio residenziale si rivela, solitamente più veloce rispetto al passaggio contrario, quindi le persone che dispongono di un immobile di questo genere o che desiderano acquistarlo devono in assoluto informarsi sui tempi dal proprio geometra o architetto e richiedere precise informazioni in comune, per evitare di far trascorrere troppo tempo dall&#8217;inizio dei lavori.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La progettazione delle scale in casa: come avviene?</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2015 08:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Impresa Edile Baraldo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La progettazione delle scale in casa deve essere affidata al tecnico di fiducia, in quanto da essa dipende la stabilità e anche l&#8217;estetica dell&#8217;elemento. Vi sono, infatti, dei parametri che per legge richiedono di essere rispettati perché le scale siano considerate &#8216; a norma&#8217; e quindi possa essere concessa l&#8217;agibilità dell&#8217;edificio. Come avviene la progettazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>progettazione</strong> <strong>delle</strong> <strong>scale</strong> in casa deve essere affidata al <strong>tecnico</strong> di <strong>fiducia</strong>, in quanto da essa dipende la <strong>stabilità</strong> e anche <strong>l&#8217;estetica</strong> <strong>dell&#8217;elemento</strong>. Vi sono, infatti, dei <strong>parametri</strong> che per <strong>legge</strong> richiedono di essere rispettati perché le scale siano considerate &#8216; a norma&#8217; e quindi possa essere concessa l&#8217;agibilità dell&#8217;edificio.</p>
<h2>Come avviene la progettazione delle scale?</h2>
<p>Di base tutto si gioca su un fattore chiamato <strong>pendenza</strong>, ovvero sul rapporto fra la <strong>pedata</strong>, indicata con la lettera &#8216;<strong>p&#8217;</strong> e <strong>dell&#8217;alzata</strong>, indicata con la lettera &#8216;<strong>a</strong>&#8216; dello scalino L&#8217;inclinazione varia da <strong>0° a 90°</strong> per cui si possono distinguere i seguenti tipi di scale:</p>
<p>&#8211; da 0° a 15° : sono le cosiddette rampe, usate soprattutto per esterni e per spazi pubblici, dove ci sono dislivelli, strade ripide. Non si tratta di una pendenza comune nelle abitazioni<br />
&#8211; da 15° a 45°: si tratta delle<strong> vere e proprie scale</strong>, che a loro volta si dividono in  <strong>leggere</strong>, per edifici pubblici (con pendenza da 15°-23°), scale <strong>normali </strong>per l&#8217;edilizia corrente ( con pendenza da 23°-35°) e scale <strong>pesanti </strong>per accessi a spazi di servizio ( con pendenza da 35°-45°)<br />
&#8211; da 45° a 75°: scale impiegate nelle navi o in ambito industriale;<br />
&#8211; da 75° a 90°: le cosiddette le scale <strong>a pioli.</strong></p>
<h3>Esiste una formula per indicare la progettazione delle scale?</h3>
<p>Certo, si tratta della formula classica <strong>2a+p=62÷64 cm, </strong><strong>dove</strong><strong> 64 cm è la</strong> lunghezza media di un passo. Solitamente si progettano alzate di 12-15 cm per le scale di edifici pubblici e di <strong>15-17 cm per le case ci</strong><strong>v</strong><strong>ili. La progettazione richiede che gli scalini siano tutti </strong><strong>uguali</strong><strong>, tranne negli ultimi che </strong><strong>possono</strong><strong> essere più vicini per questioni di affaticamento. Ogni </strong><strong>rampa</strong><strong> non deve inoltre </strong>superare i <strong>15</strong> <strong>gradini</strong> e le scale vanno intervallate con un numero di <strong>pianerottoli di sosta adeguati all&#8217;effettivo numero degli scalini. Al contempo la larghezza di una rampa non deve</strong> essere maggiore di 2 metri.</p>
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		<title>Scale e ristrutturazione: un rapporto da considerare</title>
		<link>http://www.impresabaraldo.it/Blog/scale-e-ristrutturazione-un-rapporto-da-considerare/</link>
		<comments>http://www.impresabaraldo.it/Blog/scale-e-ristrutturazione-un-rapporto-da-considerare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 09:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Impresa Edile Baraldo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[RESTAURO]]></category>
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		<category><![CDATA[ristrutturazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Le scale rappresentano il punto di collegamento principale fra i diversi piani delle case e possono essere principalmente di due tipologie: esterne oppure interne. Le scale sono quindi degli elementi strutturali che richiedono il top dell&#8217;attenzione in fase di progettazione e di costruzione, in quanto dalla loro struttura, forma ed estetica deriva il livello di [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2613" style="width: 690px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2015/07/scale-e-ristruttuarzione.jpg"><img class="size-full wp-image-2613" src="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2015/07/scale-e-ristruttuarzione.jpg" alt="scale e ristrutturazione" width="680" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Il rapporto fra scale e ristrutturazione è importante, perché l&#8217;abitazione può richiedere delle scale nuove o una variazione di quelle esistenti per aumentare il comfort abitativo.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>scale</strong> rappresentano il <strong>punto</strong> di <strong>collegamento</strong> principale fra i <strong>diversi</strong> <strong>piani</strong> delle <strong>case</strong> e possono essere principalmente di <strong>due</strong> <strong>tipologie</strong>: <strong>esterne</strong> oppure <strong>interne</strong>. Le scale sono quindi degli <strong>elementi</strong> <strong>strutturali</strong> che richiedono il top <strong>dell&#8217;attenzione</strong> in fase di <strong>progettazione</strong> e di <strong>costruzione</strong>, in quanto dalla loro <strong>struttura</strong>, <strong>forma</strong> ed <strong>estetica</strong> deriva il <strong>livello</strong> di <strong>comfort</strong> globale dell&#8217;intera abitazione.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Come scegliere le scale nella ristrutturazione?</h2>
<p style="text-align: justify;">Tutto dipende dagli <strong>spazi disponibili</strong> e anche dalle <strong>esigenze</strong> degli <strong>abitanti</strong>. Una casa o una appartamento che presenta degli spazi da collegare può richiedere l&#8217;introduzione delle <strong>scale</strong> in fase di <strong>ristrutturazione</strong> se le strutture presenti si rivelano <strong>obsolete</strong> e rischiano di <strong>pregiudicare</strong> la <strong>struttura</strong> della <strong>casa</strong>. Al contempo molte abitazioni richiedono di <strong>abbattere</strong> delle <strong>scale</strong> <strong>esterne</strong> e di <strong>riportarle</strong> <strong>all&#8217;interno</strong>, in quanto la casa non le prevedeva nel progetto originario. La <strong>scelta delle scale</strong> richiede quindi un <strong>consulto</strong> con il <strong>tecnico</strong> di <strong>fiducia</strong>, il quale si occupa di <strong>redarre</strong> il <strong>progetto</strong> e di pensare alla <strong>migliore</strong> <strong>soluzione</strong> in termini di <strong>portata</strong> e di <strong>praticità</strong>. Molte scale sono infatti scenografiche, ma rischiano i &#8216;rubare&#8217; spazi vitali all&#8217;abitato, quindi il progetto deve cercare di dare vita a delle <strong>scale</strong> <strong>confortevoli</strong>, senza però pregiudicare gli spazi disponibili all&#8217;interno dell&#8217;immobile.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Scale e ristrutturazione: ci sono gli incentivi?</h3>
<p style="text-align: justify;">La risposta è <strong>sì</strong>, in quanto le <strong>scale</strong> si introducono fra le opere che mirano al <strong>miglioramento</strong> <strong>dell&#8217;edificio</strong> e quindi possono contare su una <strong>detrazione</strong> <strong>dell&#8217;Irpef</strong> pari al <strong>50</strong>%, almeno fino alla <strong>conclusione</strong> dell&#8217;anno <strong>2015</strong>. Le persone che desiderano quindi <strong>ristrutturare</strong> la propria casa nelle sezioni interne ed esterne possono <strong>beneficiare</strong> del <strong>bonus</strong> e quindi <strong>approfittare</strong> degli <strong>incentivi</strong> per risanare le scale esistenti, ma anche per dare vita a <strong>progetti</strong> <strong>diversi</strong> e più <strong>confortevoli</strong> all&#8217;interno dell&#8217;abitato.<strong> Nei prossimi post ci occuperemo di comprendere quali sono le caratteristiche delle scale e i diversi modelli disponibili nel mercato, per orientare i lettori ad una scelta coerente e benefica per le loro ristrutturazioni.</strong></p>
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		<title>Cemento in interno: perché no?</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 14:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Impresa Edile Baraldo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Cemento in interno: rivoluzione estetica? L&#8217;evoluzione dell&#8217;edilizia ha portato alla nascita di soluzioni un tempo impensabili e alla nascita di materiali che sanno proporsi utili e complementari sia nelle aree interne che ed esterne dell&#8217;abitazione. I trend del momento guardano, in particolare, all&#8217;introduzione del cemento in interno e molti designer lo propongono sia negli edifici [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2556" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2015/06/cemento-in-interni.jpg"><img class="size-full wp-image-2556" src="http://www.impresabaraldo.it/Blog/wp-content/uploads/2015/06/cemento-in-interni.jpg" alt="cemento in interni" width="450" height="357" /></a><p class="wp-caption-text">Il cemento in interno è una soluzione adorata dagli interior designer, in quanto avvicina gli ambienti al gusto industrial.</p></div>
<h2 style="text-align: justify;">Cemento in interno: rivoluzione estetica?</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evoluzione dell&#8217;edilizia ha portato alla nascita di soluzioni un tempo impensabili e alla nascita di materiali che sanno proporsi utili e complementari sia nelle aree interne che ed esterne dell&#8217;abitazione. I trend del momento guardano, in particolare, all&#8217;introduzione del cemento in interno e molti designer lo propongono sia negli edifici residenziali che nelle strutture commerciali.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Come si inserisce in cemento in interno?</h2>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto dobbiamo fare una grande precisazione, in quanto non si tratta di una colata di cemento classica, ma dell&#8217;impiego del materiale più raffinato, oppure di supporti diversi che mimano l&#8217;effetto cemento e lo propongo di conseguenza negli spazi interni. E&#8217; questo il caso del grès porcellanato ad effetto cemento, un sistema molto bello, economico e facile da pulire che può rivestire le cucine, i living e anche i bagni offrendo uno stile molto piacevole. Negli altri casi l&#8217;effetto cemento in interni si può ottenere mediante tecniche diverse, quali ad esempio:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">il getto pieno in calcestruzzo, figlio dell&#8217;industria e ora applicato anche nelle abitazioni privati, il quale può essere gettato con tecnica elicotterata oppure levigata come ad esempio accade nelle terrazze alla veneziana</li>
<li style="text-align: justify;">il massetto a basso spessore, ovvero realizzando un massetto di pochi centimetri, al massimo di 5 cm con eventuale aggiunta di aggreganti se si desidera ottenere una finitura levigata</li>
<li style="text-align: justify;">il rivestimento cementizio ovvero un rivestimento a bassissimo spessore, pari a pochi millimetri ed eseguito con malta cementizia. La finitura in questo caso può essere realizzata a mano e con spatole ed eventualmente carteggiata per evidenziare la lavorazione.</li>
</ul>
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		<title>Decreto sugli edifici ad energia quasi zero: gli ambiti di applicazione</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 09:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Impresa Edile Baraldo]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[analisi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Quali sono gli ambiti di applicazione del futuro decreto sugli edifici ad energia quasi zero? Il Mini Decreto notifica e chiarisce molte condizioni, in quanto si occupa di prescrivere che la nuova costruzione è quella il cui titolo abilitativo sia richiesto dopo l’1 luglio 2015 e considera “come nuovi edifici quelli sottoposti a demolizione e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono gli ambiti di applicazione del futuro decreto sugli edifici ad energia quasi zero? Il Mini Decreto notifica e chiarisce molte condizioni, in quanto si occupa di prescrivere</strong> <strong>che la nuova costruzione è quella il cui titolo abilitativo sia richiesto dopo l’1 luglio 2015 e considera “come nuovi edifici quelli sottoposti a demolizione e ricostruzione, qualunque sia il titolo abilitativo necessario e gli ampliamenti di edifici esistenti, realizzati all’esterno della sagoma dell’edificio esistente, in adiacenza o tramite sopraelevazioni, o attraverso la chiusura di spazi aperti quali logge e porticati con relativo cambio d’uso”.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;">Cosa prevede il decreto sugli edifici ad energia quasi zero per le ristrutturazioni?</h2>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le ristrutturazioni che interessano una superficie maggiore del 25% della superficie disperdente dell’edificio, il il decreto fa riferimento all’involucro, ma anche all’impianto, specificando le condizioni in cui un intervento viene considerato ristrutturazione o riqualificazione e le verifiche del caso che devono essere effettuate.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Cosa significa &#8216;edificio di riferimento nel decreto decreto sugli edifici ad energia quasi zero?</h3>
<p style="text-align: justify;">Si tratta della <strong>vera novità del decreto</strong>, in quanto la legislatura si propone di adottare un edificio di riferimento, ovvero una base identica a quella progettata o reale in termini di geometria come superficie calpestabile, volumi, superficie degli elementi costruttivi e componenti, ubicazione territoriale, orientamento, destinazione di uso e situazione al contorno. Si tratta di un riferimento molto importante, in quanto il decreto prevede che “la tipologia di generazione presente nell’edificio di riferimento sia la stessa di quella utilizzata nell’edificio di progetto o reale, ma che i valori dei parametri di efficienza e i rendimenti siano quelli di riferimento”.</p>
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