2016: gli incentivi ristrutturazione nel 730
incentivi ristrutturazione nel 730

Come e dove si indicano gli incentivi ristrutturazione nel 730 relativo ai redditi 2015?

E’ tempo di compilare il 730 e molte persone possono incontrare delle difficoltà nell’inserire o nel comprendere gli incentivi ristrutturazione relativi all’anno 2015. Da quest’anno tutti possono contare sull’inserimento automatico dei dati, ma se ci sono dei casi speciali è sempre meglio chiedere consiglio al proprio commercialista, al tecnico di fiducia e al Caf o patronato di riferimento.

Incentivi ristrutturazione: dove si trovano nel 730 2016

Le spese che sono state sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia nel corso del 2015 saranno indicate nel modello scaricabile dal 15 aprile. Esse vanno quindi ad aggiungersi alle altre spese che interessano la casa, come ad esempio la detrazione degli interessi passivi sui mutui.

E’ importante ricordare che l’anno scorso non tutte le persone che stavano usufruendo degli incentivi ristrutturazione avevano visto apparire le somme nel modello precompilato, ma le cose dovrebbero andare meglio per l’anno in corso, grazie alla migliorie del sistema telematico di riferimento.

Le banche e le poste dovranno infatti comunicare entro la fine di febbraio all’Agenzia delle Entrate i dati dei cosiddetti bonifici parlanti, che interessano gli incentivi ristrutturazione e quelli che riguardano la riqualifica degli immobili. Deve quindi trattarsi di un incrocio di dati.

Attenzione, perché per l’anno in corso le spese che sono state sostenute nel 2015 non verranno indicate nel modulo della dichiarazione, ma nel foglio informativo che si presenta in allegato. Questa scelta è stata fatta per permettere al contribuente o agli intermediari che compilano la dichiarazione dei redditi di convalidare oppure di eliminare i dati trasmessi dall’Agenzia delle Entrate.

Incentivi ristrutturazione: bisogna solo controllare?

La riposta è sì, ma è necessario che i controlli siano precisi. E’ quindi importante conservare tutte le ricevute, i bonifici bancari e le fatture, al fine di effettuare un controllo preciso sull’ammontare degli incentivi ristrutturazione che si trasformano in detrazioni fiscali da richiedere mediante il modello 730 del 2016.

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Le banche e le poste dovranno infatti comunicare entro la fine di febbraio all’Agenzia delle Entrate i dati dei cosiddetti bonifici parlanti, che interessano gli incentivi ristrutturazione e quelli che riguardano la riqualifica degli immobili. Deve quindi trattarsi di un incrocio di dati.

Attenzione, perché per l’anno in corso le spese che sono state sostenute nel 2015 non verranno indicate nel modulo della dichiarazione, ma nel foglio informativo che si presenta in allegato. Questa scelta è stata fatta per permettere al contribuente o agli intermediari che compilano la dichiarazione dei redditi di convalidare oppure di eliminare i dati trasmessi dall’Agenzia delle Entrate.

Incentivi ristrutturazione: bisogna solo controllare?

La riposta è sì, ma è necessario che i controlli siano precisi. E’ quindi importante conservare tutte le ricevute, i bonifici bancari e le fatture, al fine di effettuare un controllo preciso sull’ammontare degli incentivi ristrutturazione che si trasformano in detrazioni fiscali da richiedere mediante il modello 730 del 2016.

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